Friburgo 2014
by on June 9, 2014 in Senza categoria

Qui dormo in una vecchia roulotte di legno (è il massimo che sono riuscito a fare per imitare John Bonham). Mi sveglio col canto degli uccelli e col loro zampettio sul tetto.

L’altro ieri siamo entrati da Starbucks per pisciare ma accanto alla porta del bagno c’era un biglietto che avvisava che per entrare bisognava inserire il codice che ti danno alla cassa (dopo aver consumato). Non essendo mai stato da Starbucks mi chiedevo se questa procedura sia uguale in ogni posto o se solo i teutonici abbiano queste usanze. In ogni caso, mentre fotografavo il biglietto è uscito uno dal bagno e ci siamo intrufolati, quindi li abbiamo fottuti comunque.

Il suono del mare qui è degnamente sostituito da quello del vento tra gli abeti della foresta nera, un suono altrettanto maestoso e rispettoso. Solo la natura sa essere al tempo stesso così possente e delicata.

Ieri abbiamo suonato in un grande maso che sta li dove sta da 453 anni; il proprietario, un architetto, mi ha detto che è uno dei cinque masi più antichi e grandi di tutta la foresta nera (il fatto che mi abbia detto che è “uno tra i cinque” mi fa sospettare che sia proprio il 5°; un piazzamento di tutto rispetto, comunque).
Mi spiegava che l’ha comprato ad un prezzo relativamente basso 25 anni fa, perché se lo poteva permettere, innanzitutto, ma anche perché il governo voleva abbatterlo per farci un grande albergo (o parcheggio, non ho ben capito). Questo per ribadire che in ogni paese si deve trovare il modo di lottare contro le idee geniali espresse dalle classi dirigenti. Una lotta dura. E, oltre a non lasciarsi abbattere dalla situazione, bisogna anche cercare di non far abbattere le cose belle che l’uomo ha saputo costruire in passato

Vedere Hartmut che pulisce la merda delle rondini che hanno scagazzato sul tavolo dove mangiamo, sotto la tettoia esterna, invece che radere al suolo i loro due nidi (come invece avrebbe fatto il governo) mi fa ben sperare nel futuro.

Oggi siamo andati a mangiare un altro mezzo chilo di carne (impossibile essere vegetariani in Germania) in un bel posto ad un paio di chilometri da qui e, mentre gli altri hanno preso l’auto, io mi sono avviato a piedi. Odore d’erba appena tagliata, aironi (o qualcosa di simile), vacche, trattori con trebbiatrici, enormi audi che ti passano vicino a velocità sostenuta, razionali e solenni, con i loro fari a led che ti guardano con cattiveria. Come per ricordarti che la loro supremazia industriale, in campo automobilistico, è indiscutibile almeno tanto quanto il cattivo gusto estetico nel vestiario, testimoniato degli orrendi abbinamenti che si possono ritrovare nei manichini di un qualsiasi centro commerciale).
Bene, mentre passeggiavo cercando di non essere investito, la mia mano ha urtato un’ortica.
Erano forse 20 anni che non mi pungevo con un’ortica; una cosa piuttosto fastidiosa.
Stavo per smadonnare quando all’improvviso, come quando risenti un odore che non sentivi da tanto tempo, questo fastidio, questo bruciore-formicolio mi ha catapultato indietro nel tempo; da bambino si giocava sempre nei prati, pungendosi praticamente tutti i giorni.

Scrivo tutte ste cose perché oggi abbiamo un po’ di tempo in più: il concerto di stasera è saltato, ma noi siamo tutti contenti comunque. Questo è il vantaggio di suonare in posti speciali, con gente speciale.
E con le rondini che ti cagano sul tavolo.

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One Response to Friburgo 2014

  1. Mr WordPress says:

    Ciao, questo è un commento.
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